Inno PlusBrothers politicamente scorretto

In merito all’inno dei PlusBrothers abbiamo discusso fra noi e deciso di rendere pubblica anche la versione politicamente scorretta.


Nota personale: Alessandro “Gifter”

Il testo della canzone non cambia rispetto alla versione originale dell’inno PlusBrothersma è “politicamente scorretto” perché ha un breve ritornello “la la li, la la lu, positivo accaivvù…”

E siccome l’ho ideato io, mi sento in dovere di fornire una spiegazione.

Lotta allo stigma coi tormentoni

Diverso tempo fa, mentre guardavo la tv, ho visto uno dei soliti quiz dove mandano i concorrenti più improbabili e ce n’era uno anziano che si è messo a cantare un ritornello di Cristiano Malgioglio: “mi sono innamorato ma di tuo marito”.

Lui però lo sbagliava e diceva “mi sono innamorato di mio marito” e ricordo ancora quanto avevo sorriso: “anch’io sono innamorato del mio”.

Quasi sicuramente non si era reso conto di sbagliare la canzone né gliene importava ma il ritornello è così orecchiabile da restare in testa.

Malgioglio, per quanto personaggio abbastanza “macchietta”, su questo è geniale. Far entrare nel cervello di chi guarda la tv, un testo che parla di amore fra uomini così lo si canta senza farci caso.

E allora perché non fare lo stesso con HIV?

Togliere potere al virus

Nessuno vuole sminuire i problemi che l’infezione da HIV porta ma io come uomo che ci vive da più di un decennio credo di potermi prendere questo lusso. Affrontarlo a muso duro per quello che è.

Non posso certo eliminarlo dal mio corpo ma posso liberarmi di quell’”alone viola” che gli spot anni 80 e 90 hanno cercato di incidermi addosso.

Nel documentario “I’m Still Here” dove si racconta la storia dell’associazione Plus Persone LGBT sieropositivesi è parlato di quando i membri del gruppo hanno detto “io sono -nome- e sono sieropositivo” davanti agli altri. E come la reazione di ognuno sia stata molto forte e in parecchi abbiano addirittura pianto perché lo stigma glielo faceva considerare qualcosa di cui vergognarsi e perfino da non menzionare.

Un altro spunto, questo, da cui sono partito per realizzare il ritornello per molti “discutibile” e in parte ho in mano il risultato perché mia suocera, con una paura nascosta di HIV anche dopo anni, appena l’ha sentito è rimasta una giornata intera con “lalalì lalalù positivo accaivvù” nelle orecchie.

Scacco ai falsi perbenisti

Io e la mia collega Elettrona ci siamo fatti scrupoli e neanche volevamo pubblicare la seconda versione dell’inno ma poi ci è venuto in mano qualcosa di molto ma molto peggio: i Cantoscena, un gruppo o una persona chi cazzo è non sappiamo, che pubblica su spotify robaccia il cui titolo più gentile è “il sapore del tuo seme”.

Senza poi contare i messaggi e video odiatori che passano in giro e tutto lo schifo che vediamo quotidianamente nei media; se lalalì lalalù positivo accaivvù è più pericoloso di un guerrafondaio che governa uno dei paesi più influenti al mondo ditemelo voi.

Chi vuole farci il moralista per questo file audio, quindi, vada a leggere qualcos’altro. Internet è piena.