Glossario sull'HIV

Questa pagina è un piccolo glossario per conoscere la terminologia legata a HIV o AIDS e relativi pregiudizi ancora presenti nei media e l'opinione pubblica.

Non siamo medici né psicologi perciò forniamo solo una breve panoramica dei termini che maggiormente usiamo in questo sito web.


Glossario

Bug chaser, o semplicemente Chaser

Persona HIV negativa che cerca deliberatamente il virus da chi è positivo e senza cure antivirali.

Una sottocultura per lo più fatta di fantasie, presente in alcuni ambienti internet omosessuali maschili, ma di cui gli esempi reali sono molto rari anche se certi media dicono l'opposto.

Conversione

Vengono definiti “sieroconversione” o “conversione” quei sintomi paragonabili a un’influenza, che indicano la prima fase dell’infezione da HIV.

In inglese la chiamano volgarmente “fuck flu” (influenza del sesso) e compare solitamente dopo 10-14 giorni dall’esposizione al virus.

Poiché non sempre l’organismo risponde scatenando febbre o altri sintomi, nessun malessere può automaticamente associarsi all’HIV, né si può supporre di essere negativi se il corpo non sviluppa alcuna reazione.

La sieroconversione è il momento in cui la carica virale (quantità di virus nel sangue) è più alta aumentando in modo rilevante la possibilità di trasmetterlo ad altri, di conseguenza l’unico modo per conoscere la propria condizione e curarsi in tempo, è eseguire un test diagnostico.

Nei racconti di fantasia sul “Mondo Positivo” viene chiamata “febbre del passaggio” e i personaggi PlusBrothers la considerano un rituale imperdibile.

Gifter (Gift Giver)

Nella sottocultura dei “bug chaser”, il gifter “regala” il virus al “chaser” che lo chiede, rinunciando alle medicine antivirali così da lasciare libera la replicazione del virus.

Onde evitare ulteriore omofobia e stigma verso le persone con HIV, teniamo a precisarlo: sebbene cercando in Internet sembra pieno di gente che ne parla e se ne vanta, l’infezione volontaria è un buon 99% una fantasia spacciata per reale dei leoni da tastiera annoiati dalla gara di chi piscia più lontano o chi ce l’ha più lungo.

Nei nostri racconti di fantasia e dichiaratamente satirici, invece il ruolo di GIFTER è ambitissimo ma solo in pochi ne hanno diritto perché richiede grandi responsabilità nei confronti di umani e virus.

“Gifter” è anche un soprannome scherzoso di Alessandro, co-autore di questo sito web, per ironizzare sui luoghi comuni legati all'HIV. Lui è in terapia e non ha alcuna intenzione di trasmetterlo ad altri.

Non rilevabile

Si dice che una persona con HIV ha la carica virale non rilevabile, quando le analisi riscontrano una quantità di virus inferiore a 50 copie per millilitro di plasma (la parte liquida del sangue), risultato ottenibile grazie alle terapie antivirali impiegate per la cura dell’HIV.

Se il paziente è sotto farmaci e con la carica virale stabilmente non rilevabile da almeno sei mesi, diversi studi scientifici nel tempo hanno dimostrato che si azzera anche la probabilità di trasmettere il virus ad altri per via sessuale in quanto se non si riproduce nel sangue, l’HIV non si replica neanche negli altri liquidi biologici.

In Italia ancora fa fatica a prendere piede questa informazione nei media generalisti per mancanza di sensibilità a livello istituzionale ma in inglese da anni già esistono campagne con la sigla “U=U, “UEqualsU”, Undetectable = Untransmittable e ormai è diventato un concetto pressoché assodato.

Profilassi post-esposizione (PeP)

La profilassi post esposizione (PeP) è una terapia farmacologica impiegata quando si verifica un rischio accertato di contrarre l’HIV: violenze carnali, incidenti, o contatti sessuali consenzienti con persone HIV positive accertate ma con la carica virale alta.

In caso di esposizione, affinché la PeP sia efficace, la persona deve recarsi al pronto soccorso o reparto infettivi entro le 48 ore dall’evento a rischio, la terapia deve essere poi assunta per 30 giorni.

Profilassi pre-esposizione (PrEP)

La profilassi pre-esposizione, o PrEP, è una terapia farmacologica indicata per le persone HIV negative, ad alto rischio di contrarre HIV; non elimina totalmente il rischio, ma lo riduce in modo sostanziale.

Serosorting

Comportamento adottato come falsa illusione di prevenzione. Si seleziona, dal vivo o nelle app di dating, i propri partner sessuali concordando rapporti non protetti, in base al loro stato sierologico dichiarato o presunto, affinché sia identico al proprio (es. partner HIV-negativo accetta solo chi è HIV-negativo, mentre un HIV-positivo vuole solo un altro HIV-positivo).

Sierocoinvolto / sierocoinvolgimento

L’HIV è entrato a far parte della vita di ciascuno, anche solo sotto forma di pregiudizi e paure; per questo non ha più senso ormai dividere il mondo in “positivi” o “negativi”, essere sierocoinvolti significa avere la consapevolezza che l’infezione non guarda in faccia nessuno e ogni persona dovrebbe contribuire, nel limite del possibile, a fermare l’epidemia informandosi e soprattutto contrastando lo stigma sociale verso chi è positivo, perché spesso la discriminazione uccide più dell’infezione stessa.

Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre SIERO coinvolti! (cit. De André)

Sierodiscordante

Si dice di una coppia in cui uno dei partner vive con l’HIV, l’altro no. Scherzosamente anche “coppia magnetica”.

Potevano essere relazioni molto difficili quando non esistevano i farmaci a causa dell’alta probabilità sia di morte sia di contagiare la persona HIV negativa.

Era esclusa in automatico la possibilità di avere figli perché, fino al 1996, neanche esistevano le tecniche di fecondazione assistita e “lavaggio” del seme (sperm washing). Senza contare che non tutti erano disposti ad accettare l’uso del preservativo fino a data da destinarsi nella vita quotidiana di coppia.

Ai nostri giorni invece una coppia sierodiscordante non vive più alcun ostacolo di tipo medico grazie alle terapie antivirali che annullano ogni rischio.

Sierofobia

La sierofobia è la paura, discriminazione e stigma nei confronti delle persone che vivono con HIV le quali si trovano costrette spesso a tenere la propria condizione sotto silenzio per evitare di avere ripercussioni lavorative, sociali, affettive e addirittura in ambiente sanitario – non è la prima volta che un medico o dentista rifiuta di curare un paziente con HIV.

Sommerso

Si dice di chi ritenendo di non essere a rischio, è sessualmente attivo con più partner senza alcuna precauzione ed evita di sottoporsi al test HIV.

Inconsapevole di averlo contratto, il paziente sommerso non segue alcun trattamento farmacologico per il virus mantenendo una replicazione virale alta e continuando a trasmetterlo sessualmente, oltre a rischiare egli stesso di aggravare le proprie condizioni di salute fino a morire.

Nei racconti del “Mondo Positivo”, “sommerso” è il peggior insulto che si possa rivolgere a qualcuno – potrebbe equivalere a vigliacco, codardo.

Status

Status, o stato sierologico, è la presenza o meno del virus HIV nel sangue: status HIV positivo, o status HIV negativo.

Stealthing

Termine inglese che tradotto suonerebbe “cogliere di sorpresa”, “attacco furtivo”.

Lo stealthing è quando durante un contatto sessuale, l’uomo si sfila il preservativo senza il consenso della persona che è con lui (LGBT+ o etero) o quando il profilattico viene manomesso affinché si possa “casualmente” rompere; in alcuni paesi è considerato una violenza sessuale a tutti gli effetti.

Si chiama “reverse stealthing” quando invece la donna mente sull’assunzione di contraccettivi per via orale o sfrutta il seme maschile, tramite preservativi usati o altri sistemi, per restare incinta a insaputa del partner.

Fortunatamente sono casi limite, ma nel contesto dell’HIV lo stealther è, oltre a chi si sfila il preservativo di proposito, la persona che dice il falso sulla propria condizione HIV o sull’assunzione di terapie che bloccano la replicazione del virus; reverse stealthing anche da parte di chi afferma di assumere profilassi pre-esposizione o di avere già il virus, e pretende di evitare il preservativo.


Fonti ufficiali dove informarsi